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mercoledì 24 aprile 2013

MR. AMANITA & LITTLE RED RIDING HOOD





Mr. Amanita e little red riding hood oggi sono comparsi ai miei piedi mentre stavo spaparanzata sul terrazzo della Teresina. A parte gli scherzi è un buon modo per utilizzare le foto venute male e trasformarle in qualcosa di diverso.


mercoledì 3 aprile 2013

JANELLE SCRIPT





















Un sasso bucato e una matita. Per realizzare la faccia ho utilizzato alcuni dei caratteri del font Janellescript, che potete scaricare cliccando qui.

mercoledì 13 marzo 2013

ZITELLA (Sylvia Plath tribute)



ZITELLA

e così questa particolare ragazza
in una cerimoniosa passeggiata d’aprile
col suo più recente pretendente
si trovò all’improvviso oltremodo sconvolta
dalla sfrenata babele degli uccelli
da quel mare di foglie.

in preda a questo tumulto, osservava
i gesti del suo innamorato che sbilanciavano l’aria
e il proprio passo vagante ineguale
in quel solitario rigoglio di felci e fiori.
giudicava i petali in scompiglio
e la stagione in generale, sciatta.

come desiderò allora l’inverno!-
scrupolosamente austero nel suo ordine
di bianco e nero
ghiaccio e rocce e ogni senso nei suoi limiti
e la gelida disciplina nel cuore
esatta come fiocco di neve.

ma ecco. un germogliare anormale
abbastanza da mettere in scompiglio le sue cinque regali facoltà
un tradimento da non tollerare. si impazziscano pure
gli idioti nel manicomio primavera:
lei se ne tirò subito fuori.

e mise tutt’intorno alla sua casa
tale una barricata di spine e impedimenti
contro quella stagione sediziosa
che nessun uomo all’assalto potè sperare di infrangere
per anatemi, pugni o terrore
e nemmeno per amore.

SPINSTER

Now this particular girl 
During a ceremonious april walk 
With her latest suitor 
Found herself, of a sudden, intolerably struck 
By the birds' irregular babel 
And the leaves' litter. 

By this tumult afflicted, she 
Observed her lover's gestures unbalance the air, 
His gait stray uneven 
Through a rank wilderness of fern and flower; 
She judged petals in disarray, 
The whole season, sloven. 

How she longed for winter then! - 
Scrupulously austere in its order 
Of white and black 
Ice and rock; each sentiment within border, 
And heart's frosty discipline 
Exact as a snowflake. 

But here - a burgeoning 
Unruly enough to pitch her five queenly wits 
Into vulgar motley -
A treason not to be borne; let idiots 
Reel giddy in bedlam spring: 
She withdrew neatly. 

And round her house she set 
Such a barricade of barb and check 
Against mutinous weather 
As no mere insurgent man could hope to break 
With curse, fist, threat
Or love, either.

from the poems book "Ariel" by Sylvia Plath.




sabato 12 gennaio 2013

LES POUPEES (guillotiné)


Mademoiselle Cloudette
Monsieur Arbuste

E' un mese che ho acquistato questa bambola ed è un mese che me la rigiro fra le mani. Stamane mi sono svegliata di buon ora e l'ho decapitata, si, l'ho decapitata proprio come faceva Mercoledì Addams. Da bambina ero forse la più grande sostenitrice dell'ipotesi: "anche gli oggetti hanno un'anima" e come spesso accade con le ipotesi si tenta di confutarle cercando quindi di farle diventare teorie. E allora impegno massimo nello smembrare giocattoli e pupazzi e ricomporli di fretta e alla meno peggio con la speranza che mia madre non si accorgesse di nulla. Naturalmente non sono mai riuscita ad ingannare mia madre che con la pazienza di una santa tentava di spiegarmi che quegli oggetti dovevano avere una durata e non sono nemmeno riuscita a provare la teoria "anche gli oggetti hanno un'anima" che quindi è rimasta un' ipotesi. Da allora ho sviluppato una forte attrattiva, una perversione, quasi una devianza verso le torture agli oggetti, agli ortaggi, alle mie mani e in genere per tutte le cose inanimate. Talvolta studio torture anche per gli esseri viventi, quelli su due zampe che si fanno chiamare uomini e dicono di avere un cuore, un cervello e un'anima. Raramente mi riesce di metterle in pratica ma se capita è a livello psicologico. Sia chiaro, non sono una potenziale serial killer, a casa mia le zanzare vengono dolcemente accompagnate alla prima finestra disponibile ma sono sempre stata attratta da certe tematiche, la mia terza risposta alla classica domanda: "tu che lavoro vorresti fare da grande?" era studiare il corpo di dentro.
La prima Poupée che mi è venuta in mente è stata Mademoiselle Cloudette quando stamattina, subito dopo essermi lavata i denti mi sono struccata (ma che ti strucchi la mattina?) si, quando rincaso vagamente sbarellata mi strucco la mattina. E' immediatamente seguito Monsieur Arbuste perchè amo le bacche e quando ne trovo, finte o vere che siano le compro e quindi avevo ampia scelta. Inserito il batuffolo di cotone per lei e le bacche per lui sono morta di freddo in terrazzo scegliendo i cartoncini per lo sfondo e cercando di mantenere la mano ferma per le foto. Poi rientrando in casa ho abbracciato per una buona mezz'ora il mio fedele fidanzato, il termosifone e con Illustrator e un buon editor fotografico ho ridato infine vita al corpo ghigliottinato.